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MENO sai, PIÙ ti senti sicuro – L’effetto Dunning-Kruger

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Quante volte abbiamo visto qualcuno dichiararsi “esperto” dopo un corso o due casi andati bene? È rassicurante, sì, ma spesso è l’effetto Dunning Kruger: quando la competenza è bassa, la sicurezza schizza in alto; quando la competenza cresce davvero, la sicurezza si ridimensiona e lascia spazio al dubbio utile.

Perché ci succede?
Non è vanità, è psicologia di base. Il cervello semplifica: “se l’ho capito subito, dev’essere semplice”, confonde familiarità con padronanza (illusion of explanatory depth). L’ambiente amplifica questa nostra distorsione: consensi, micro-successi e feedback superficiali gonfiano la sicurezza prima che la competenza sia davvero solida.

Dunning Kruger effect


Il Dunning Kruger prende il nome dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger, che nel 1999 dimostrarono come i meno esperti sovrastimino le proprie capacità perché non hanno ancora gli strumenti per valutarsi, mentre gli esperti tendono a sottostimarsi.

Perché questo bias conta per persone e per aziende?
– A livello individuale: scelte affrettate, poca richiesta di feedback, difficoltà ad ammettere errori.
– A livello di team: si premiano sicurezza e storytelling più della qualità dell’analisi; le voci caute (spesso informate) parlano meno.
– A livello di business: progetti lanciati senza due diligence, metriche lette in modo semplicistico, investimenti guidati dall’entusiasmo invece che dai dati.

Nel mondo della cybersecurity questo meccanismo costa caro.
Strategie decise su slogan: “basta uno strumento e siamo a posto”, progetti di compliance scambiati per sicurezza reale, priorità dettate da chi è più assertivo in riunione e non da chi ha evidenze solide. Il risultato è un portafoglio di iniziative sbilanciato: troppo su ciò che “sembra semplice e risolutivo”, poco su processi, persone e fornitori, dove il rischio nasce davvero.

Curiosità.
L’idea dei due psicologi Dunning e Kruger, scattò dopo il caso reale di un rapinatore convinto che il succo di limone lo rendesse invisibile alle telecamere. Si era persino fatto una foto dopo essersi cosparso il viso di limone e, per un errore di scatto, non si riconobbe: prova “sufficiente” per lui per credere di essere effettivamente invisibile. Quando però fu arrestato, faticava a credere che i video lo avessero ripreso. Un esempio estremo di confidenza senza competenza.

#ThinkTwice: la prossima volta che ti senti “sicuro al 100%”, fermati un minuto e verifica quanto è competenza… e quanto è confidenza.