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Resilienza, non è solo una parola: cosa cambia con la Direttiva CER

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Negli ultimi anni abbiamo toccato con mano quanto possano essere fragili le infrastrutture che sostengono la nostra vita quotidiana: energia, trasporti, acqua, sanità, comunicazioni.

Un blackout, un attacco informatico o un evento estremo possono avere ripercussioni su ampia scala, ben oltre il perimetro dell’azienda direttamente coinvolta.

Da questa consapevolezza nasce la Direttiva CER, recepita in Italia con il D.Lgs. 134/2024, che mira a rendere più forti e pronti i cosiddetti “soggetti critici”: quelle realtà che, per il tipo di servizi che offrono, risultano essenziali per tutti noi.

Si applica a settori e sotto settori critici come:

Settore criticoAutorità di Settore (ASC)
EnergiaMinistero dell’ambiente e della sicurezza energetica
TrasportiMinistero delle infrastrutture e dei trasporti
Bancario  Ministero dell’economia e delle finanze
Infrastrutture dei mercati finanziariMinistero dell’economia e delle finanze
SaluteMinistero della salute
Acqua potabileMinistero dell’ambiente e della sicurezza energetica
Acque reflueMinistero dell’ambiente e della sicurezza energetica
Acque irrigueMinistero delle infrastrutture e dei trasporti
Infrastrutture digitaliAgenzia per cybersicurezza nazionale in collaborazione con il Ministero delle imprese de le made in Italy.
Produzione, trasformazione e distribuzione degli alimentiMinistero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Enti della pubblica amministrazioneLe amministrazioni designare come ASC sono designate come tali rispettivamente ai settori di competenza.
SpazioPresidenza del Consiglio dei ministri

Ogni settore ha una propria Autorità di Settore (ASC) che identifica i soggetti critici.
Alcuni settori (bancario, mercati finanziari, infrastrutture digitali) sono esclusi perché già regolati da normative dedicate.

Rafforzare la capacità dei soggetti critici di garantire la continuità dei servizi essenziali, anche in caso di gravi emergenze o minacce.

Se fai parte di un’organizzazione che rientra tra quelle individuate, ecco cosa ti aspetta:

  1. Valutare i rischi reali per la tua attività
  2. Mettere in campo misure di sicurezza tecniche, fisiche e organizzative
  3. Scrivere un Piano di resilienza aggiornato ogni 3 anni
  4. Notificare gli incidenti gravi alle autorità competenti

Non è solo burocrazia: è uno sforzo concreto per migliorare la capacità di affrontare eventi imprevisti e tutelare il bene pubblico.

  • Entro luglio 2025: pubblicazione della Strategia nazionale per la resilienza e della valutazione del rischio da parte dello Stato.
  • Gennaio 2026: le autorità settoriali comunicano al governo i soggetti critici.
  • Luglio 2026: pubblicazione dell’elenco ufficiale e notifica ai soggetti coinvolti.
  • 10 mesi dopo la notifica: i soggetti critici dovranno essere pienamente conformi.

Le sanzioni non sono simboliche e vanno da 25.000 a 125.000€ a seconda della gravità della violazione, ad esempio:

  • Mancata valutazione del rischio
  • Mancata adozione delle misure di sicurezza
  • Mancata notifica di incidenti
  • Inadempimento a una diffida

Questa direttiva ci ricorda una cosa semplice ma fondamentale: resistere alle crisi non è più un’opzione, è un dovere. Per le aziende coinvolte significa fare un salto di qualità in termini di preparazione, consapevolezza e responsabilità verso la collettività.

Se operi in uno dei settori interessati, inizia subito a chiederti:

  • Abbiamo già una mappa dei nostri rischi?
  • I nostri piani di emergenza sono aggiornati?
  • Il nostro personale è formato e consapevole?

Se hai bisogno di un supporto, contattaci: https://www.intuity.it/cybersecurity-padova-azienda-cyber-security/