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MARZO – Il cervello umano

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Social Engineering – Il cervello umano è l’organo che consuma più zuccheri in assoluto.

Quando il livello scende, ci sentiamo più stanchi e perdiamo lucidità.

Il punto di vista dell’utente: il cervello umano

La lucidità e la concentrazione del cervello umano dipendono dal livello di zuccheri nel sangue. Quando questi livelli diminuiscono, ad esempio durante la pausa pranzo, è possibile che le persone diventino più disattente e di conseguenza meno razionali.

Ne abbiamo la prova empirica ogni giorno, in quanto la maggior parte degli attacchi di Social Engineering condotti durante le simulazioni di attacco, vengono portati a termine con successo nei momenti della giornata in cui le persone sono mentalmente stanche.

Il nostro cervello solitamente utilizza delle scorciatoie mentali, dette euristiche, con lo scopo di ridurre lo sforzo cognitivo e quindi il consumo di glucosio. Le euristiche vengono utilizzate durante gli attacchi di Ingegneria Sociale attraverso le seguenti emozioni:

Social Engineering – Le emozioni che entrano in gioco

Paura

Il cervello reagisce alla paura attivando il sistema nervoso simpatico, il quale porta a un aumento della frequenza cardiaca. Questa reazione può compromette il giudizio e può far prendere decisioni impulsive, come cliccare su link apparentemente innocui, rendendo le persone più suscettibili agli attacchi.

Fretta

Quando si è di fretta, il cervello può entrare in uno stato di ansia che può compromettere la capacità di valutare accuratamente le situazioni. Gli attaccanti sfruttano questa vulnerabilità inducendo le persone a compiere azioni rapide e poco riflessive, come scaricare allegati malevoli o condividere informazioni sensibili senza verificare attentamente l’autenticità della richiesta.

Noia

La noia può portare a una diminuzione dell’attenzione e della vigilanza. In questo stato, le persone possono essere più inclini a cercare stimoli esterni per alleviare la noia, rendendo i sistemi aziendali più vulnerabili agli attacchi dall’esterno.

Ansia

L’ansia può compromettere la capacità del cervello di elaborare informazioni in modo razionale. Gli attaccanti sfruttano questo stato inducendolo attraverso la minaccia di perdita di dati, la diffusione di informazioni false, spingendo gli utenti a compromettere la sicurezza dei dati aziendali.

IL PUNTO DI VISTA CULTURALE

Le persone sono un elemento cruciale per qualsiasi azienda: gestiscono dati sensibili, i database clienti, informazioni finanziarie e accedono a dispositivi quotidianamente. Valutare razionalmente le possibili minacce informatiche può aiutare a ridurre l’impatto emotivo e a prendere decisioni più ponderate.

Bisogna motivare le persone a svolgere un ruolo attivo nella protezione dell’azienda, lasciando passare il messaggio che chiunque (qualunque sia il proprio ruolo), debba essere educato al giusto approccio alla cyber security all’interno dell’organizzazione, con lo scopo di farsene promotore verso l’esterno.

Se vuoi dare uno sguardo al futuro e capire ciò che potrebbe accadere, guarda il nostro video:

Abbiamo un piano per attaccare la tua azienda